07 Luglio 2020
Da Vedere

Cisterna romana

Seguendo per circa un chilometro la strada provinciale che da Montaione conduce a Gambassi, si incontra una Cisterna Romana risalente al III secolo d.C.

Scoperta negli anni ´60 in località Sant´Antonio la zona di scavo venne denominata "Il Muraccio" proprio per la caratteristica della cisterna i cui muri sono visibili sin dall´antichità.

La struttura lunga mt 32,5 e larga mt 4,50, parzialmente interrata, è costituita da tre vasche separate e comunicanti, con leggero dislivello e collegate da muri trasversali con al centro un´apertura per permettere il passaggio dell´acqua.
Per analogia con altre cisterne dello stesso periodo giunte a noi e ritrovate in altre parti della Toscana in condizioni migliori, possiamo ipotizzare che si tratta di una cisterna coperta con volte a botte.

Si può notare la tecnica costruttiva di questo apparecchio murario in "opus caementicum" formato da un muro a secco realizzato con miscela di malta di calce idraulica unita a pietra calcarea di piccola e media pezzatura insieme a frammenti di laterizio.

L´opera cementizia era rivestita da un paramento di mattoni intervallati saltuariamente da file di pietre abbastanza squadrate di cui sono ancora visibili i resti ai piedi del muro. La parte terminale ha una diversa pezzatura di pietra calcarea, di dimensioni maggiori rispetto a quella del nucleo centrale. La parte interna presenta ampie tracce dell´intonaco originale; la restante parte fuori terra è andata prevalentemente distrutta.

La cisterna che doveva raccogliere le acque provenienti da Poggio all´Aglione aveva un capacità di circa 200.000 litri e doveva servire come riserva di acqua per un abitato o una villa nelle immediate vicinanze di cui peraltro non è facile stabilire l´esatta ubicazione, anche se tracce di mosaici rinvenuti nei pressi del sito ne avvalorano l´esistenza.

Nel 1998 ulteriori scavi portarono alla luce una serie di condutture in terracotta tipiche dell´epoca greca e romana che, alloggiate in uno strato di malta e pietre, dovevano servire ad alimentare alcune fornaci di laterizi poste in località "Pozzolo" dove vennero ritrovati resti di antichi mattoni.

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