13 Dicembre 2019
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LE MURA MONTAIONE

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San Vivaldo la Gerusalemme di toscana

Il Sacro Monte di San Vivaldo in Toscana, è uno dei sacri monti diffusi nel nord Italia che vennero costruiti tra il 1500 e il 1600, le cui origini risalgono tra il 1185 e il 1280, quando la zona era in possesso dei Frati della Croce di Normandia e conteso tra Castelfiorentino e San Miniato. Quando i Francescani entrarono nell´antica chiesa di Camporena, il luogo era già sede di culto, legato alla figura di Vivaldo Stricchi, il santo eremita la cui venerazione si diffuse quando il suo corpo fu ritrovato in circostanze miracolose nel cavo del castagno che egli aveva usato come dimora in vita.

Nel 1325, sul luogo dove era morto venne edificata una cappella in suo nome, poi un romitorio, fino alla costruzione nel 1355 della chiesa che è possibile ammirare ancora oggi.

Il 1° maggio del 1500, a seguito dell´insediamento dei Frati Francescani Minori, si iniziarono a costruire una serie di chiesette e cappelle che riproducevano la topografia e i luoghi santi di Gerusalemme. Da qui il nome "la Gerusalemme di Toscana".

L´ideazione del Sacro Monte è merito dei frati Francescani, che in quel tempo erano soliti fare molti pellegrinaggi in terra santa, e in particolare a fra Tommaso da Firenze e fra Cherubino Conzi, i quali costruirono prima il convento e poi circa 25 cappelle, aiutati nell´impresa, anche dagli abitanti del luogo che trasportavano le pietre necessarie alla costruzione dal fondo del fiume Egola. Lo scopo della realizzazione delle cappelle, era quello di offrire alla popolazione la possibilità di fare un pellegrinaggio senza andare a Gerusalemme ­ che in quel periodo cadde sotto il dominio dei turchi ­ e senza un eccessivo dispendio di denaro. Esiste infatti in una bolla del Papa Leone X (della famiglia dei Medici), il riconoscimento delle cappelle e la concessione di una indulgenza a coloro che vi sarebbero recati a pregare.

Fra Tommaso da Firenze, si affidò per la realizzazione, esclusivamente alla sua esperienza dovuta a molti viaggi in oriente, a Creta e in terra Santa, oltre al fatto di essere in contatto con il frate Bernardino Caimi, che in quegli anni progettava il Sacro Monte di Varallo Sesia in Piemonte.
Fra Tommaso scelse il luogo con estrema accuratezza, adottando l´orientamento astronomico di Gerusalemme e non quello locale: aveva identificato ad est del Convento una valle Boscosa, che rassomigliava alla valle di Giosafat, più a Sud un rilievo si era ideale a rappresentare il Monte degli Ulivi, a Nord, un ripiano naturale poteva rappresentare la spianate del tempio, mentre poco più in là, una collinetta, veniva a formare il Monte del Calvario.


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